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L'inquisizione in Sicilia

L'inquisizione in Sicilia coprì un arco di tempo di ben tre secoli. A causa delle violente trasformazioni che si susseguirono in tutta Europa tra il '500 e il '700, anche l'Inquisizione stessa subì dei radicali cambiamenti. Così non esiste una sola inquisizione, sul piano storico, perché c'è stata un'inquisizione medievale e una moderna, così come non esiste una sola inquisizione sul piano istituzionale, perchè nell'inquisizione moderna vi sono l'inquisizione romana, spagnola e portoghese che hanno come riferimento i governi dei rispettivi paesi.
E la situazione non è diversa dal punto di vista geografico. La Sicilia, che oggi è Italia, dal '400 fino a gran parte del '700 era Italia per geografia, lingua, cultura e religione, ma era Spagna sotto il profilo politico e militare (nella stessa situazione si trovava la Sardegna). Anche Napoli era un dominio spagnolo, ma questo non impedì di rifiutare gli ordinamenti spagnoli, cosa che non fecero, invece, Sicilia e Sardegna.

In Sicilia, l'Inquisizione fu gestita da inquisitori inviati direttamente dalla Spagna, come sottodelegati dell'inquisitore generale. Poiché il potere di inquisire era di esclusiva spettanza papale, l'inquisitore generale doveva essere un magistrato ecclesiastico nominato dal papa. Ma in realtà a sceglierlo non era il papa, ma il re, quindi ne seguiva che egli era nello stesso tempo delegato del papa, consigliere della corona, membro del consiglio di stato e ministro presidente del Consiglio della Suprema e Generale Inquisizione. L'inquisizione spagnola, così, sovrastò completamente l'amministrazione pubblica isolana e le sue decisioni divenivano operative ipso facto, senza che nessuno, nemmeno il viceré, potesse opporre riserva. Dunque, in Sicilia, le conseguenze dell'Inquisizione furono molto più sentite rispetto ad altre città del nord quali MIlano, Venezia, Firenze, Torino... In Sicilia il Santo Ufficio fu introdotto nel 1487 e abolito nel 1782 e nel corso di questi tre secoli fu prima spagnolo, poi sabaudo, austriaco e infine borbonico. Il Santo Ufficio, così com'era strutturato fu l'organo più perfetto ed efficiente del moderno stato assoluto spagnolo, ma fuori dalla penisola iberica non ottenne effetti omologhi. Nei domini e nelle colonie, portava ad esaltare ed imporre la preminenza spagnola mortificando e svilendo le libertà e le identità storico-culturali dei popoli oppressi. L'Inquisizione spagnola in Sicilia rimase quindi un'istituzione sempre straniera e non ebbe una notevole influenza religiosa e politica, ma contribuì solo a reprimere e distruggere la presenza ebraica, la protestante, la mussulmana e cancellò tutte le forme di libertà di pensiero. Alla ricchezza del pluralismo impose il conformismo e perseguitò la superstizione, il sortilegio, la pratica delle scenze occulte, ma non introdusse un modo nuovo di sentire la cristianità.

Fonte: Francesco Renda, «L'Inquisizione in Sicilia. I fatti. Le persone.», Palermo, Sellerio, 1997.

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