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Le Novene di Natale a Piazza

Le Novene di Natale a Piazza

Le Novene a Piazza Armerina, come in tutta la Sicilia, facevano parte di una antica tradizione medievale il cui scopo era quello di tenere desta la fede popolare nelle storie evangeliche le quali venivano raccontate sotto forma poetica e cantate con accompagnamento di strumenti vari tra cui le zampogne. Erano dunque l'occasione didascalica, talvolta sotto forma di drammatizzazione, per ricordare al popolo, in buona parte analfabeta, le vicende del Natale di Gesù che tuttora sono illustrate nel presepe di tradizione francescana.
In molte strade e crocicchi esistono da sempre le edicole votive, a volte scavate come nicchia sui muri, contenenti un quadro della Madonna o della Sacra Famiglia e che vengono venerate dalla gente da tempo immemorabile. Alcune di queste addirittura possiedono il privilegio d'indulgenza parziale o plenaria se i devoti recitano una preghiera o eseguono una pratica pia.

Le novene venivano (e vengono) preparate addobbando queste edicole sacre: in genere s'incorniciava l'edicola con alti rami di alloro e si preparava sopra di essa un "cielo stellato" con gran quantità di asparago selvatico (a "sp'nèdda") in mezzo a cui si facevano impigliare batuffoli di cotone idrofilo e filuzzi di stagnola. All'interno dell'edicola, davanti all'immagine sacra, si appendevano nove grosse arance che contrassegnano i giorni in cui si celebra la novena, ma ancor di più simboleggiavano i nove mesi che il bambino Gesù trascorse nel seno della Vergine.
Per la preparazione delle novene veniva fatta una questua fra gli abitanti del quartiere o delle strade interessate e concorreva maggiormente la famiglia che aveva promesso di organizzarla a mo' di ex voto.
Ogni sera, dal 16 al 24 di dicembre, una banda di musicanti si adunava davanti alla novena ed eseguiva pezzi tradizionali che ricordavano la Natività. Veniva dato fuoco ad un gran fascio di legna che simbolicamente doveva riscaldare il Bambinello (U bamm'nèddu), ma in questo gesto s'intravedono arcaici riti propiziatori del fuoco legati al solstizio d'inverno. Vi era grande accorrere di popolo e spesso i ragazzini si spostavano da una novena all'altra portando con sé una piccola bacchetta di legno che usavano per colpire, non visti, la testa di altri bambini che stavano attorno al falò. Quando venivano scoperti, si limitavano a rispondere: "nuvèni su'!" ("che vuoi farci, sono novene"). Il repertorio bandistico d'ogni sera era pressoché lo stesso, essendosi perduta la memoria delle antiche melodie degli zampognari o delle litanie natalizie, e si concludeva con il pezzo "I pompi pi l'aria" dedicato alla Madonna ("Evviva Maria, Maria sempre evviva, evviva Maria e chi la criò. E senza di Maria salvàri non si po'). La sera del 24 dicembre, dopo il celebre brano "Tu scendi dalle stelle" e quello dedicato alla Vergine, veniva eseguita per una sola volta un curioso valzer che ricordava ai committenti il dovere di pagare i musicanti (S' su' d' carta cum'nzèli a scangé, s' su' d' pìcciuli cum'nzèli a cuntè: se sono di carta cominciateli a cambiare, se sono di moneta spicciola cominciateli a contare). Un'ulteriore novena veniva celebrata con maggior pompa il 6 gennaio, festa dell'Epifania.
Vi fu un periodo, intorno agli anni '70, che a Piazza Armerina le novene stavano per scomparire dalla consuetudine così come altre manifestazioni popolari. Un club cittadino volle riesumarne la memoria proponendo addirittura un premio per il miglior allestimento e così il filo della tradizione fu riannodato. Oggi le novene vengono regolarmente organizzate in città e anzi sono aumentate di numero anche se la devozione antica sta cedendo il passo al disincanto e al folclore. Le bande musicali eseguono, oltre a quelli tradizionali, improbabili pezzi di mazurca, tarantelle d'altri estranei usi e perfino il Jingle bells. Si fa largo utilizzo di mortaretti, fuochi d'artificio e di falò e non si lesinano lucette intermittenti più adatte all'abete natalizio che alle novene.
Ma, si sa, muta il tempo e nuove abitudini si fanno strada.

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