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"Una madre mise a dormire la propria figlioletta di appena un mese, nel proprio letto, fra lei e suo marito. Verso mezzanotte si accorse che la piccola era sparita, così si mise a cercarla e la trovò che dormiva serenamente sotto il letto. La madre scolvolta per l'accaduto, non riuscendo a trovare una spiegazione, la prese e la rimise fra nel proprio letto.
L'indomani raccontò il fatto alla sucera la quale le disse che non avrebbe dovuto prendere la bambina da terra per non fare adirare le "Belle Signore"…

Si narra, infatti, che queste Signore prendano la notte i bambini per giocare e la mattina li ripongono nel posto in cui dormivano, senza nuocergli. Però, se esse vengono disturbate, si offendono e così come la madre toglie loro il bambino, esse lo tolgono alla madre, ma nel modo più violento: uccidendolo.
Alla bambina di questa storia non accade nulla sul momento, infatti cresceva bella e sana. Quando però mise i primi dentini, le spuntarono prima gli incisivi superiori, i mascellari, piuttosto che gli incisivi mediali superiori, i mandibolari, che precedono nella dentizione normale, gli incisivi mascellari.
Una donna anziana, osservando la bambina esclamò costernata: Ih, Bedda Matri! Sunu i chiovi du tabutu!!!" (Oh Madonna! Sono i chiodi della bara!!!).
Sembrò una premonizione: infatti, all'età di cinque anni la bimba morì di spavento, quando all'asilo, tenuta da religiose, fu messa per castigo in isolamento totale dalla reverenda madre, in uno sgabuzzino piccolo e buio per molte ore".

Fonte: Vittorio Malfa, «Maghi, Streghe e malìe nel cuore di Sicilia».

C'era coricato in una culla un bambino di 18 mesi. La madre, a sera inoltrata, prima di andare a letto, andò presso la culla del figlio per accertarsi che il piccolo dormisse, ma non lo trovò.
Cercò per molto tempo dentro e fuori la casa, poi improvvisamente il bambino le riapparve. La madre decise di portarlo nel letto e metterlo fra sé e il marito. Dopo quell'esperienza però il piccolo non camminò più, rimase invalido.

Le Belle Donne prendono ogni tanto i bambini per capriccio personale. Esse sono veri e propri fantasmi che si divertono la notte con questi bambini; il giorno seguente li riportano a casa. Questo lo facevano anche con pesone adulte che, dopo la notte, rimanevano ferite o invalide, o addirittura morivano.

Fonte: Vittorio Malfa, «Maghi, Streghe e malìe nel cuore di Sicilia».

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