Questa chiesa barocca, risalente al 1613, è caratterizzata da un imponente ed elegante portale in tufo dai ricchi intarsi, che si erge sopra una scalinata dalla praticolare forma rotondeggiante.
Inizialmente dedicata a San Rocco, nel 1622 cambiò nome in Fundrò, poichè venne assegnata ai monaci benedettini della omonima abbazia, costretti a rifugiarsi in città in seguito all'incendio che distrusse il loro convento.
L'interno, ad una navata, non restituisce al visitatore lo stesso senso di imponenza e grandiosità che egli prova di fronte al portale.
Oltre a varie tele secentesche, dipinte sicuramente da validi artisti, è interessante una Madonna marmorea allocata sopra l'altare maggiore, probabilmente proveniente dall'antica abbazia rurale.
Un particolare curioso è la meridiana sopra il portale che sembra voler competere con il moderno orologio sistemato nella parte alta della facciata del'attiguo Palazzo di Città.
Inizialmente dedicata a San Rocco, nel 1622 cambiò nome in Fundrò, poichè venne assegnata ai monaci benedettini della omonima abbazia, costretti a rifugiarsi in città in seguito all'incendio che distrusse il loro convento.
L'interno, ad una navata, non restituisce al visitatore lo stesso senso di imponenza e grandiosità che egli prova di fronte al portale.
Oltre a varie tele secentesche, dipinte sicuramente da validi artisti, è interessante una Madonna marmorea allocata sopra l'altare maggiore, probabilmente proveniente dall'antica abbazia rurale.
Un particolare curioso è la meridiana sopra il portale che sembra voler competere con il moderno orologio sistemato nella parte alta della facciata del'attiguo Palazzo di Città.
Via Camillo Benso Conte di Cavour, 2
99M8+R8 Piazza Armerina, EN