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Streghe in Sicilia

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Giovedì, 23 Agosto 2012 14:12

Innocenzo VIII

Nel 1484, il 12 agosto, muore papa PAOLO IV. Il 29 AGOSTO viene eletto INNOCENZO VIII, nato a Genova nel 1432.
Il primo documento che emette é una bolla che condanna la stregoneria; una bolla molto vaga, che permetterà con tante interpretazioni teologiche (senza possibilità di appello) di eliminare anche persone colpite da isteria o da una semplice crisi epilettica, soprattutto se a incolpare una persona é la "voce di popolo" abilmente messa in giro. E' una delle basi sulla quale si fonda e crescerà la Santa Iquisizione.
Nel 1485, durante le "lotte di cortile" per il dominio nel regno di Napoli, alcuni nobili ostili agli Aragona seminano discordie e si alleano a papa INNOCENZO VIII. Le prime scintille di una guerra civile vengono fatte scoppiare all'Aquila. Dopo l'arresto di Pietro Lalle Camponesco nella città risventola la bandiera del papa;ma la guerra civile è appena all'inizio ed infiammerà il resto del regno. Nel 1486 la rivolta dei Baroni ha un epilogo cruento, viene soffocata nel sangue da ALFONSO d'ARAGONA dopo la riconquista dell'Aquila, anche se, per l'occasione, gli stessi COLONNA si sono schierati con INNOCENZO VIII, senza però ottenere grandi risultati.

Nel 1487 Papa INNOCENZO VIII estende il Tribunale dell'Inquisizione ecclesiastico anche in Sicilia, per "giudicare" in materia di verità e di fede e con il compito di reprimere l'eresia e, più in generale, di provvedere alla tutela del patrimonio dottrinale della fede cristiana. "Chi non é cristiano è un nemico della chiesa" questa in sintesi il concetto predominante degli inquisitori.
Significa totale repressione di ogni credenza e, nel caso degli ebrei, anche di una religione rivelata, quella della Bibbia del Vecchio Testamento. Pure il semplice possesso di una copia viene considerata una eresia punibile severamente dal Tribunale.
E' l'estensione di una repressione che sta dando buoni frutti in Spagna, operando una vera e propria "pulizia etnica" con mezzi molto spicci: con i genocidi o le espulsioni di massa.
E così come primo atto sono espulsi dalla Sicilia tutti gli ebrei. Se si pensa che prima del cattolicissimo Papa i musulmani, con la usuale tolleranza religiosa, non avevano mai commesso sugli ebrei un sopruso, anzi si erano avvalsi delle loro esperienze, la cosa può rendere la misura della visione politica del papa.
Il pontefice si fa ricordare anche per altri motivi, ed anche questi non proprio "illuminati": regala dei beni della Chiesa ai suoi figli naturali e vende cariche di vario genere per potersi permettere gli sfarzi della sua corte, proseguendo il cammino già tracciato dai suoi predecessori che scandalizzò tra gli altri il Savonarola. Durante il suo pontificato si fa ricordare anche per aver contestato le tesi di Pico della Mirandola. Politicamente si segnalano il riconoscimento da parte sua di Enrico VII Tudor come Re di Inghilterra e la stipula di un trattato di pace con il Sultano Ottomano BAYAZID II.
INNOCENZO VIII muore a Roma nel 1492: gli succede sul soglio pontificio ALESSANDRO VI, della famiglia dei Borgia, padre di Valentino Borgia.

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Giovedì, 23 Agosto 2012 14:07

Inquisizione

Fino alla seconda metà del XII secolo l’eresia non era considerata un problema assillante della pastorale. Per le singole eresie presenti nell’ambiente intellettuale del convento e della scuola bastavano i meccanismi di repressione già esistenti. La concentrazione delle eresie popolari, soprattutto nella Francia meridionale, ed il loro irradiarsi in ampie parti dell’Europa portò, dalla seconda metà del XII secolo, sotto la guida del papa, ad unificare e a rendere più rigorosa la legislazione sugli eretici; venne così creata l’Inquisizione come nuova misura di difesa della Chiesa Cattolica.
Il vescovo, quale giudice della fede, nominava dunque degli inquisitori,che dovevano mettersi sulla traccia delle eresie e portare i seguaci di queste davanti al tribunale vescovile. Sembra tuttavia che non si sia giunti a una caccia sistematica degli eretici da parte degli inquisitori vescovili. Inoltre, soprattutto i vescovi della Francia meridionale facevano fronte ai loro compiti con negligenza. In un primo momento l’inasprimento della legislazione, unito alla nuova procedura, conseguì scarso successo. Proprio per questo motivo Innocenzo III ricorse al mezzo della crociata contro gli eretici.

Dal 1231 il Papa Gregorio IX, visti gli insuccessi della crociata, nominò degli inquisitori dotati di ampi poteri per singole province ecclesiastiche contagiate dall’eresia. Questi agivano per incarico del papa e possedevano funzioni non solo inquisitorie, ma anche giudiziali, risultando così al tempo stesso accusatori e giudici. In forza della competenza giurisdizionale universale del papa, Gregorio IX attribuì agli inquisitori anche il potere di emettere sentenze. Clamorose infrazioni del diritto, trsgressioni di competenze e durissima prassi inquisitoria nelle indagini come nel giudizio sugli eretici condussero fra il 1238 e il 1241 a una diffusa opposizione e a una crisi dell’Inquisizione papale appena creata. Sotto Innocenzo IV si venne ad una riorganizzazione dei tribunali. Le competenze vennero precisate, la procedura regolata fin nei particolari, rimase in vigore la più ampia esenzione dalla giurisdizione episcopale, fu posto l’accento sull’incarico pontificio. Soltanto con la nomina di accusatori e di giudici delegati, quali inquisitori papali, la lotta contro l’eresia divenne efficace. Dopo la riorganizzazione, sotto innocenzo IV, furono posti dei limiti ancheall’arbitrio e alla prassi terrorizzante dei singoli inquisitori. La procedura era formalmente corretta, in rapporto alla prassi giurisdizionale e procedurale, tuttavia il tribunale, che agiva a porte chiuse, era incontrollabile e privava gli accusati di qualsiasi diritto. Di regola all’inquisitore, in quanto giudice, interessava veder confermati nel processo i propi accertamenti: all’imputato la confessione veniva estorta per mezzo di tortura. Per la loro qualità i processi dell’Inquisizione erano per così dire processi-spettacolo, in cui la sentenza era stabilita a priori, perché la procedura era congegnata in modo da condurre regolarmente alla condanna l’accusato. I giudici erano prigionieri del loro procedimento e convinti della regolarità del loro operato e della compiacenza divina per la loro funzione. All’inizio l’Inquisizione era pensata come una misura di emergenza a termine e per determinate zone. Alcuni paesi, come l’Inghilterra, non avevano affatto l’Inquisizione papale. In altri essa rimase invece un fatto transitorio. In Francia, Italia e Spagna, invece già nel XIII secolo ne nacquero istituzioni permanenti per un distretto giurisdizionale circoscritto. Alla guida di questi uffici con sede, personale e archivio propi, i papi nominarono prevalentemente, secondo la prassi di Gregorio IX, religiosi degli ordini mendicanti. Nella fase organizzativa, con papa Gregorio IX,, per questo ruolo vennero dapprima incaricati i domenicani dotati di una preparazione scientificamente approfondita . Oltre a questi naturalmente vi erano anche inquisitori provenienti dai sacerdoti secolari e da altri ordini. Ad esempio, non pochi francescani erano attivi inquisitori. Sia domenicani sia francescani fecero ben presto del loro incarico una finalità dell’ordine e videro nei loro fondatori i primi inquisitori. Eresia significava semplicemente delitto meritevole di punizione e non più bisognoso di predicazione mirante alla conversione.

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