

Era opinione comune che i sabba fossero occasioni importanti, in cui le streghe incontravano il diavolo per adorarlo, riceve istruzioni e abbandonarsi a orge di ogni genere. Migliaia di donne affermano di avervi preso parte, quando stavano invece dormendo nei loro letti. Le confessioni venivano estorte con la tortura.
Alcune donne confondevano le proprie fantasie e paure con la realtà, altre volevano vendicarsi di qualcuno. Spesso un’imputata era costretta a denunciare altre partecipanti al sabba. Le descrizioni di ciò che vi accadeva erano molto varie, ma la sostanza era abbastanza costante.
"Una madre mise a dormire la propria figlioletta di appena un mese, nel proprio letto, fra lei e suo marito. Verso mezzanotte si accorse che la piccola era sparita, così si mise a cercarla e la trovò che dormiva serenamente sotto il letto. La madre scolvolta per l'accaduto, non riuscendo a trovare una spiegazione, la prese e la rimise fra nel proprio letto.
L'indomani raccontò il fatto alla sucera la quale le disse che non avrebbe dovuto prendere la bambina da terra per non fare adirare le "Belle Signore"…
Fonte: Vittorio Malfa, «Maghi, Streghe e malìe nel cuore di Sicilia».
Streghe e demoni presenziano alla magica ed inquietante notte di San Giovanni, metamorfosi delle antiche divinità romane e di quelle dell'area celtica, a cui sembra rimandare l'albero del noce, sacro presso questo popolo, dedito anch'esso a riti solstiziali. La festa del santo cade infatti nel solstizio d'estate; solennizza la nascita di S. Giovanni Battista, annunciatore del Cristo, nato invece nella mezzanotte del 24 dicembre, nel solstizio invernale. Potrebbe anche collegarsi al passaggio dei morti, che gli antichi vedevano in questo periodo di transizione delle stagioni, momento critico dell'anno. Presso i Romani, come testimonia Plinio il Vecchio, era festa simile ai Saturnali: cadeva il divieto del gioco d'azzardo e la popolazione si scatenava nel canto e nel vino.
Nel Medioevo si mangia, si beve e si danza a Roma nello spazio tra le basiliche di S. Croce e di S. Giovanni, nella notte della vigilia si accendevano fuochi aspettando il passaggio delle streghe. Con il fuoco, che aveva un ufficio di purificazione, veniva esaltato anche il potere fecondativo della rugiada: giovani spose si sdraiavano sull'erba umida e uomini e donne si davano talvolta a pratiche, ritenute eccessive e peccaminose dalla chiesa, che le vietò con bolle ufficiali : "...proibiamo a qualsivoglia dell'uno e l'altro sesso di portarsi in detta notte fuori delle porte della città...sotto qualsivoglia pretesto che possa recar scandalo...Comanda a tutti gli Osti e Bettolieri che nella vigilia di detto Santo debbano tener serrate le loro Osterie e Bettole dalle tre ore della notte alle dieci del giorno seguente..." Ma questo divieto non impedì l'usanza della festa per tutto l'Ottocento, fino a che nel 1872, dopo due anni dalla presa di Roma, i governanti proibirono la festa notturna all'aperto, senza però chiudere le osterie, dove in realtà la festa aveva luogo tra lo scampanio dei campanacci scaccia-streghe, i canti, il vino, il gioco della morra, mangiando le tradizionali lumache, in realtà simbolo lunare che indica la rigenerazione periodica con i suoi cornetti e appare e scompare nel suo guscio, così come la luna nel cielo.
La festa venne arricchita nel secolo scorso di un concorso musicale di canzoni romanesche, inaugurato nel 1891.
Il Malleus maleficarum, pubblicato nel 1486, fu il più popolare fra i manuali per cacciatori di streghe durante il XVI e XVII secolo. La sua stesura si deve a due frati tedeschi, Jacob Sprenger e Heinrich Kramer, persecutori d’eretici. Il Malleus forniva un avallo teologico alle superstizioni più grottesche e portò alla tortura e alla morte di migliaia di innocenti, soprattutto donne. Alle streghe si attribuiva un forte influsso sulla sessualità, e spesso le si riteneva responsabili di causare infatuazioni inopportune, impotenza e sterilità.
Per cementare il loro patto con il diavolo, esse dovevano sovente avere rapporti sessuali con lui, mangiare bambini e fabbricare unguenti con i loro resti. Una volta stipulato il patto, i gesti magici della strega, erano un segnale per il demonio, che faceva accadere l’evento sottinteso. Il demonio era a disposizione della strega in ogni occasione. Le streghe accusate di malefici venivano di solito torturate finché confessavano, ma il Malleus raccomandava anche che le confessioni fossero estorte con promesse di clemenza che, però, venivano poi invariabilmente disattese.